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Bob Mould - Body Of Song

Un tempo, per presentarmi la statura musicale di Bob Mould, mi avevano citato una frase: “Se Bob Mould avesse avuto il fisico di Iggy Pop, la storia della musica sarebbe stata diversa”. Voce e chitarra degli Husker Du, formazione fondamentale, osannata forse più dagli addetti ai lavori che dagli ascoltatori, in ogni caso trattata sempre con un rispetto reverenziale. La voce di Bob Mould è un incantesimo per le orecchie: sincera, potente, ma anche morbida.. Dopo l’urgenza punk dei primi Husker Du, il cantato si fa meno furioso: si arricchisce della melodia e della nostalgia del folk, e rimane come marchio indelebile in mezzo a tutti i contorni musicali possibili ed immaginabili.. Perché dallo scioglimento degli Husker Du se ne sono viste delle belle! Anzi, direi che nei confronti di Bob Mould si è avverato il peggior incubo di ogni estimatore musicale: che il proprio idolo, improvvisamente, impazzisse e sfornasse una castroneria pazzesca! La castroneria in questione, in particolare, è una ferita recente per i fans di Bob Mould (2002) e si intitola “Modulate”: un disco di musica elettronica talmente commerciale e grossolana da mettere Bob Mould alla pari con una qualsiasi Madonna da supermercato! Da qui si comprende il sospetto legittimo nei confronti della nuova uscita discografica (con annessi scongiuri in tutte le lingue affinché il grande cantautore rinsavisse). Troppa grazia: le voci incontrollate antecedenti all’uscita ufficiale davano il prodotto come un autentico ritorno alle sonorità degli Husker Du! Sbagliato.. Il disco è (volendo per forza usare un solo aggettivo) onesto. Chitarre tonanti, ma senza eccessi di robustezza punk (come nell’iniziale “Circles”: e i fans avranno tirato un sospiro di sollievo, dopo il primo play del lettore cd). Ma già nella seconda traccia, “(Shine Your) Light Love Hope”, porca puttana, rispunta fuori l’odiatissimo vocoder (fortunatamente rimane uno scivolone isolato.. però!). Che cosa bisogna pensare? Il disco è interamente suonato (con una gradita rimpatriata di due amici, tra le altre cose: Brendan Canty di Fugazi alla batteria e David Barbe, ex Sugar, al basso), ma non con un unico intento. Le sfumature sono quelle delle tappe percorse da Bob stesso nella sua lunga e tormentata vita: pare che stia riscoprendo il gusto di suonare, dopo tanto travaglio. Infatti, ci sono alcune canzoni dove sembra di sentirlo sorridere insieme agli altri musicisti (la scanzonata “Missing You”); ma la miglior prova, secondo me, è quella dove la band lo accompagna semplicemente, mentre lui suona la sua chitarra e lui si lascia andare con un trasporto trascinante e commuovente (“Gauze of Friendship”). Non è ancora il capolavoro di Bob Mould. E chissà mai se questo capolavoro arriverà! Ma, per ora, almeno la retta via è stata ritrovata.

Aggiunto: August 13th 2005
Recensore: Lara Mammi
Voto:
Hits: 825
Lingua:

  

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