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Liars - Marina di Ravenna 20/VII/2005

Arriviamo (regolarmente) a concerto iniziato da pochi minuti, a poche centinaia di metri dallo stanco Adriatico e lo show della band newyorkese è già nel pieno del proprio delirio.
A due passi dall’area strumenti ed artisti (che è veramente impossibile chiamare palco) e a pochi centimetri da una delle ingombranti guardie del corpo di Asia Argento (che dopo il concerto si esibirà in un discreto electro/wave Dj 7).
Ascolto quasi direttamente dagli strumenti e dalle spie del gruppo che osservo dal fianco destro. C’è delirio dicevamo in quei pochi metri quadrati ed il sound rispolvera con ampio spazio per l’improvvisazione, in particolare i brani dell’ultimo lavoro del trio.
Qualcuno a fine concerto dirà troppa e poco azzeccata improvvisazione ed è difficile non annuire a questa affermazione, perché pare proprio che l’allampanato front man della band sia più intento a soddisfare un istinto pagliaccesco, piuttosto che a rendere la performance un vero e proprio concerto.
Volano microfoni a destra e sinistra, saltano corde di chitarre, mentre il tamburellare in pura ma devastata ripresa no-wave, allunga verso la “platea” in ciabatte un fluido a cui molti non riescono a resistere ed io fra quelli.
Viene d’istinto seguire le ritmiche contorte che un batterista in babydoll propina caoticamente.
Resta la domanda: ma quanto è voluta questa cosa?
Quanto il caos del palco è frutto di una consapevole improvvisazione o quanto sia in realtà un’accozzaglia senza ritegno di bombardamenti acidi in cui spesso le chitarre escono dopo il “push” su tasti di campionatore?
Non lo si capisce bene, anche se dovendo obbligatoriamente decidere barrerei senza troppo pensare la casella “concerto fatto alla cazzo di cane”.
Pare quasi che in alcuni momenti Liars si facciano semplicemente prendere troppo la mano e tendano a riservare veramente poca attenzione al risultato finale, che scade di tono e sfora nel grottesco almeno un centinaio di volte.
Arrovellarsi fra cavi e indumenti femminili pare essere uno degli sport preferiti del ottecentescamente baffuto cantante e chi riesce a seguirlo con la vista non può che reagire con estremi ed opposti atteggiamenti: divertimento o noia.
Che in effetti di cose così ne abbiamo viste mille e fatte anche meglio (molto meglio).
Ma il tutto pare spontaneo.
Forse c’è semplicemente poco talento o molto meno di quanto ci si poteva immaginare dopo l’ascolto dei supporti usciti dallo studio.
E’ lecito credere che Liars vivano la dimensione live come uno sfogo, più che come un momento espressivo e soprattutto esplicativo della propria musica…però io ero fra quelli che si sono divertiti, che si è fatto rapire le gambe da quel casino e che si è fatto strappare mille sorrisi di fronte alle pagliacciate della band.
Quindi pollice alzato (giusto per riprendere uno dei gesti del cantante della band), per una delle più frastornate prove live a cui mi sia capitato di assistere.

Aggiunto: July 21st 2005
Recensore: ZannaDj
Voto:
Hits: 705
Lingua:

  

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