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01: VanitaStal

Modest Mouse - Good news for people who love bad news

Disco che arriva con immane ritardo sul mercato nostrano questo ultimo lavoro dei Modest Mouse. Dopo le inimitabili pietre miliari "The Lonesome Crowded West" e "The Moon and Antarctica" e dopo l'eccellente prova da solo del cantante Isaac Brock sotto lo pseudonimo di Ugly Casanova (che nome, cazzo, che nome !!!) dal titolo "Sharpen your teeth". I Modest Mouse sono un gruppo che o si ama o si odia. Io appartengo alla prima categoria, essendomi innamorato di loro, delle loro chitarre aggressive piene di leve vibrato in salsa western, come un Sergio Leone sotto tortura. Dei loro intrecci ritmici farciti da cambi di tempo che nemmeno una band in sala prove alla settima birra pro-capite, dei loro testi con la metrica triturata da un personaggio come il Sig. Brock che ha saputo unire la cadenza dell'Hip Hop e del Rap al servizio dell'Indie-rock pił sguaiato. Questi, in sintesi, gli ingredienti che hanno fatto dei Modest Mouse il mio gruppo preferito degli ultimi dieci anni. Ingredienti che in questo "Goods News for people who love bad news" non mancano, anzi si perpetuano senza apparentemente soluzione di continuitą. E' proprio qui che sta il difetto di questo disco, almeno per me. E' pił o meno esattamente quello che mi aspettavo, una formula che sento ripetersi ormai quasi con freddezza, dove manca la cupa disperazione angosciosa che si respirava dentro le suppliche lancinanti delle vecchie "Cowboy Dan", "Teeth like God's Shoeshine", "Alone down there", oppure dentro le digressioni psichedeliche di "The cold part", "Life like weeds", "The stars are projectors" o dentro le malinconiche ballate urlate alla luna come "Bankrupt on selling". In questo album, a parte l'iniziale "The world at large" che sinceramente commuove come poche cose al mondo o se togliamo la dolceamara "Blame it on the tetons" (una ballata per la uale molti gruppi sarebero capaci di vendere la madre ai beduini), non trovo quei picchi che mi avevano sempre entusiasmato negli album precedenti. Intendiamoci, le canzoni sono tutte buone, VERAMENTE BUONE (a parte il tentativo di imitare Tom Waits in "Bukowski", sinceramente grottesco ed inutile). Probabilmente se uno non conosce i Modest Mouse e ci si avvicina con questo disco riuscirą anzi ad entusiasmarsi, vista una spiccata propensione verso il pop e la forma canzone pił convenzionale (anche se con il cantato del Sig. Brock le convenzioni vengono smontate come i Lego da un bambino di cinque anni). Ma se qualcuno si avvicina al trio americano con questo album e se ne innamora, faccia un piacere a se stesso; si vada a comprare "The Lonesome Crowded West" e, testo alla mano inizi da quello che fu il primissimo singolo della band. Quella "Cowboy Dan" che ancora oggi rimane probabilmente il loro pezzo migliore. Ne rimarrą soddisfatto.  

Aggiunto: October 18th 2004
Recensore: Giancarlo Frigieri
Voto:
Link Correlati: Modest Mouse
Hits: 901
Lingua:

  

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