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GiancarloFrigieri
Antenna Uno Staff
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MessaggioInviato: Sab Lug 14, 2007 12:42 am    Oggetto: Perché essere brevi ? Rispondi citando

PROLOGO

Ho iniziato ad ascoltare la radio perché mio fratello un giorno iniziò ad ascoltarla e fino a una certa età era mio fratello a passarmi i dischi. Non so chi glielo avesse detto, ma ricordo che nel nostro stereo di casa, un residuato post-bellico la cui marca era già tutto un programma (EUROPHON), la radio arrivava solamente fino ai 103 e qualche cosa. C'era infatti una lampadina rossa che si accendeva quando beccavi bene una stazione che però i lungimiranti progettisti della EUROPHON avevano messo in modo che la stanghetta della sintonia si bloccasse contro quel maledetto led. Mio fratello allora comprò una radio portatile, una grundig a doppia piastra a cassette che aveva anche una radio fm con raggio completo delle frequenze da 87.5 a 108 FM.

Lo fece solo ed esclusivamente per poter ascoltare quella stazione radio.
(Presto avrei capito che anche i gesti apparentemente azzardati a volte nascono da improrogabili necessità, anche se non oggettive).

Un bel giorno mi disse "Senti qui" e io iniziai ad ascoltarla pesantemente. Era il 1986.

In breve inizio ad essere un tormentatore dello spazio richieste, soprattutto richiedendo Litfiba, CCCP e un sacco di gruppi di quel rock italiano che leggevo sui Rockerilla di mio fratello. Di lì a poco l'ascolto si infittiva e saltavano fuori dei nomi che non sapevo esistessero. Ricordo ancora la sera che, verso le 21:30, Fabiola puntò "Moonhead" sul piatto e quel riff di basso mi fece venire un colpo. Aspettai la fine del pezzo con carta e penna in mano e in breve venni a conoscenza dell'esistenza dei Thin White Rope.

CENTRO

Dopo non molto tempo il mio amico di infanzia e sodale di ascolti Nicola Caleffi si fece coraggio e entrò negli studi. Ricordo ancora quando una sera in bar mi raccontò che era stato negli studi di Antenna Uno e mi raccontava l'esperienza eccitato come Colombo quando la vedetta gridò "terra". Io intanto stavo ad ascoltare come Isabella di Spagna, senza nemmeno bisogno di uova.

Ad un certo punto ascoltare non mi bastava più, ma ero troppo timoroso di "non andar bene" per Antenna Uno, ragion per cui iniziai a trasmettere in una radio pseudocondominiale di Sassuolo che stava all'Ancora dove mi feci le ossa e mi lasciavan fare quel che mi pareva. Dopo qualche mese mollai tutto e pensai di essere pronto. Visto che frequentavo Antenna Uno spesso durante le dirette di Nicola e ogni tanto scambiavo quattro chiacchiere anche con gli altri dj, decisi di propormi per un provino che registrai nel tardo Giugno del 1991 in una saletta di registrazione colma di sudore e caldo soffocante. Una trasmissione di un'oretta nella quale programmai, tra le altre cose, "Kool Thing" dei Sonic Youth, "Tommy the cat" dei Primus e finii con "The power of positive drinking" uno dei pezzi più insulsi di Lou Reed.
Il dado era ormai tratto. Ogni sabato quando Nicola trasmetteva io ero al suo fianco e speravo che qualcuno mi dicesse di aver sentito il mio provino. Cosa che, regolarmente, non succedeva. Passate delle disastrose ferie estive, mi ripresentai ad Agosto e Giuliano Ghini, che stava trasmettendo, non appena mi vide mi fece cenno di fermarmi e mi indicò la lavagna magnetica dove era scritto un palinsesto provvisorio, tipico del rientro dalle ferie estive. Guardai la lavagna piena di "buchi" del palinsesto e la voce del fantomatico personaggio che avevo davanti, indicando ancora la lavagna, urlò "SCRIVITI !".

Era fatta. Ero dentro.

Scrissi il mio nome in uno spazio dalle 13 alle 15 e mi sembrava veramente strano vederlo scritto su quella lavagna.
Il giorno del debutto ero ovviamente teso come una corda di violino e al momento di cominciare gli occhi di Giuliano e Vanni Neri, che già mi aveva procurato una discreta emozione annunciandomi in coda del suo programma, erano puntati su di me come se avessi avuto in mano il bottone con il quale fare partire i missili verso la Russia.
Il primo pezzo che programmai fu "Darklands" dei Jesus & Mary Chain e dopo qualche minuto ebbi la prima sudrazione con battito cardiaco accelerato quando un ascoltatore del quale purtroppo non ricordo il nome mi fece quella che ricorderò sempre come la mia prima richiesta: "Too many castles in the sand" dei Rose of Avalanche.
Il fatto che io non sapessi nemmeno dove cercarlo e chi cazzo fossero 'sti benedetti Rose Of Avalanche non mi impedì comunque di andare avanti.

La prima stagione radiofonica mi vedeva dalle 18 alle 20 del Sabato, orario che avrei mantenuto stabile per diversi anni in chiusura della settimana di diretta.
I ricordi più vivi della prima stagione sono legati al fatto che per trasmettere alle 18 arrivavo in radio alle 14 e monopolizzavo la saletta di registrazione ascoltando tutto lo scibile umano sottoforma di vinile (I lettori CD ad Antenna Uno sarebbero arrivati solo l'anno seguente) e ricordo pure che ero lì praticamente tutti i giorni, visto che trasmettevo (registrando) anche diverse mattine e dato l'entusiasmo ogni momento era buono per appiopparmi una nuova rubrica o qualche buco di programmazione...tanto che mia madre una mattina, sintonizzandosi sui 104.7 per sbaglio, credeva che non fossi andato a scuola e ci misi circa un'oretta a convincerla che nel rutilante mondo dello spettacolo niente è realmente quello che sembra.
Inoltre, ricordo numerose sere e domeniche passate, invece che con gli amici, a fare cassette per la nastroteca (Computer era all'epoca una parola che ricollegavamo a qualche disco dei Kraftwerk e a uno poco riuscito di Neil Young).

Con gli anni i ricordi incominciano ad essere tanti:

Ricordo le trasmissioni di Luigi Boni del Sabato Mattina, ricordo il metal di Enzo che quando trasmetteva in saletta non riuscivi a sentire cosa stavi programmando nella sala di diretta e dovevi sempre urlargli di abbassare.
Ricordo il 13 Gennaio 1992 quando uno spilungone con gli occhiali di nome Claudio Cuoghi iniziò con una serie di trasmissioni deliranti che comprendevano quiz come "L'oggetto misterioso" e delle "Lezioni di Giapponese".
Ricordo i voli pindarici di Stefano Nocetti per collegare un brano all'altro, i tic di Giuliano che durante la diretta aveva la carica nervosa di Edgar Davids e Adolf Hitler messi insieme, ricordo "IL PUMA" che faceva un paio di ore di garage rock trasmettendo in piedi senza sgabello, perché lui mentre trasmetteva doveva ballare ed infatti arrivava a presentare i brani col fiatone.
Ricordo la voce bassa di Max che tutti i miei amici dicevano che "non si capisce niente quando parla" ma che ha influenzato tutta una generazione.
Ricordo "Monney delle galassieeeeee per la giustizia viviiii......", oppure Davide e Gennà che arrivavano in radio con tre o quattro bottiglie di rosso e alla fine erano sempre tutte vuote.
Ricordo l'accento "anglo-pugliese" di Fabiola, che quando la guardavi ballare all'Albert Hall ti sembrava che i dervisci danzanti fossero dei vecchi che ballavano il liscio.
Ricordo "gli ascoltatori del sabato mattina" che mi mandavano sempre un fax con una loro richiesta e dopo un poco me ne ritrovo uno in radio dietro al microfono (tal Matteo Reggianini).
Ricordo Matteo Nocetti che aveva 6 anni o giù di lì e mi veniva a disturbare durante le dirette urlandomi "CICCIONE !!!" mentre sua madre gli rifilava due sberle (Daniela, quando ci vuole ci vuole...).
Ricordo Zanna e le sue biolche di pizza a colazione, "Padre Adriano messa delle 9", Armando Bertolani e i suoi programmi pieni di dischi che pensavamo registrasse lui di nascosto in garage.
Ricordo Franco Cocconcelli e la sua elettronica garbata, che una volta disse "Benvenuti allo show radiofonico di Franco Cocconcelli" e da quel momento io e Claudio lo chiamavamo "Franco Cocconcelli Show".
Ricordo una giovanissima Mara Mariani che con i capelli blu mi ferma al parco ducale e riconoscendo la mia voce mi dice "Ma tu sei Giancarlo Frigieri ?" manco fossi Thurston Moore e anche lei dopo qualche tempo la vedo in radio a girar vinili.
Ricordo una ragazzina chiamata Lara, "raccomandata" da Luigi Boni che doveva cominciare a trasmettere e Giuliano mi disse "Appioppatela te, insegnale !!!" e fui costretto a tenerle la regia e a trasmettervi in coppia per tutto il primo mese perché era di un timido che oggi, che è diventata il mio miglior amico in assoluto, fatico a credere ci trovarla impacciata a parlare in pubblico.

Insomma, sono passati 16 anni e se devo dire quello che mi ha dato Antenna Uno non finisco più.
Direi comunque che la cosa più significativa è il fatto che questa radio ha accolto un ragazzo con problemi di peso e di acne semi-emarginato dai suoi coetanei e lo ha fatto diventare una persona migliore, grazie al fatto di avergli fatto conoscere un sacco di gente.
Perché se ci pensate bene in tutti questi anni la frequenza dei 104.7 (che tutti abbiamo provveduto a saldare sui nostri apparecchi) è stata nient'altro che una specie di bussola.
Grazie ad essa sapevamo qual'era la direzione giusta, sapevamo dove andare e che con certezza avremmo trovato gente con la quale potevamo comunque andare d'accordo, non foss'altro per il fatto che avevamo in comune il fatto di cantare "Unconsciously Screamin" dei Flaming Lips, "Stop" dei Jane's Addiction o "Walkin with Jesus" degli Spacemen 3 a squarciagola.
Se ripenso a questi 16 anni vedo che senza Antenna Uno oggi la mia vita sarebbe una cosa completamente diversa e sono dannatamente sicuro che nel cambio io ci avrei rimesso e come me molti altri.
Sono così dannatamente grato a questi 16 anni della mia vita e a questi studi che ho speso un mare di parole e rileggendole mi accorgo che non sono nemmeno quelle giuste, semplicemente perché le parole giuste per spiegare quello che voglio dire non esistono o comunque non sono parole che si riescano a scrivere.

EPILOGO

I dischi a mio fratello oramai li passo io, da diversi anni. La radio portatile Grundig con doppia piastra giace in un cassetto del mio comò senza filo di alimentazione, ma c'è. Lo stereo EUROPHON è ancora a casa dei miei genitori, perfettamente funzionante e quella cazzo di lampadina rossa impedisce ancora alla stanghetta della frequenza di andare sui 104.7. Fa strano pensare che non sarà più un problema.
_________________
Sarei disposto ad avere 37 e 2 tutta la vita in cambio della seconda di servizio di McEnroe
(Beppe Viola)
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